Lasciamo la parola a Stefano Rugarli e alla sua esperienza con Sharebot NG.

Modellazione

“Appena sono venuto a sapere dell’ esistenza delle stampanti tridimensionali (circa un paio di anni fa) sono rimasto entusiasmato. All’ epoca (e tuttora) utilizzavo Rhinoceros per i miei progetti e l’idea di poter rendere questi ultimi realtà tangibile nel giro di qualche ora mi allettava parecchio.”

“Allora avevo 18/19 anni, ero un po’ intimorito da queste macchine (e se poi la compro e non riesco a utilizzarla?), così ho continuato lo studio della modellazione maturando però sempre più il desiderio di possedere una di queste macchine.”

“In seguito ho acquisito una specializzazione in Rhino 5 e infine mi sono deciso: dovevo avere una stampante! Era un potenziale enorme, dovevo averne una! Mi ero già guardato intorno, avevo paura di prendere una stampante estera: se poi non fossi riuscito a fare qualcosa o la stampante fosse arrivata danneggiata sarei andato in crisi. Avevo bisogno delle guide (possibilmente in italiano) e di un centro assistenza vicino, così ho pensato a una stampante italiana.”

La stampante 3D Sharebot NG

“Vagliai diverse opzioni e alternative consultando diversi forum e siti web: la scelta ricadde su Sharebot sia per i prezzi vantaggiosi che per la vicinanza della vostra sede rispetto a Milano (dove abito). Mi informai sui forum e alla fine mi convinse la Sharebot NG: aveva un’area di stampa interessante, avevo una vasta scelta di materiali utilizzabili, non era in kit di montaggio (non volevo essere la causa diretta di qualche malfunzionamento a causa di un errore nell’assemblaggio) e qualora avessi avuto dubbi o problemi, c’era una bella guida completamente in italiano.”

“Dall’idea di riuscire a stampare il primo oggetto nel giro di una settimana arrivammo nell’arco di un paio di ore alla certezza che ci stavamo sbagliando, di fatto riuscimmo a stampare praticamente subito il primo oggetto. E mi si aprì un mondo…le prime stampe erano davvero emozionanti, ho passato ore e ore davanti alla macchina mentre si muoveva, era davvero ipnotica.”

“Certo non è stata tutto rose e fiori, ci sono volute diverse stampe e kg di materiale, calibrazioni e migliorie alla macchina (ho creato, proprio mediante stampa 3D, un sistema grazie al quale l’utilizzo delle mollette per fermare il piatto è del tutto superfluo, inoltre lo stesso sistema mi garantisce l’immobilità assoluta del piatto durante la stampa) ma tutto sommato è una macchina che, una volta capito come funziona, riesce a darti soddisfazioni. Peraltro a volte i problemi derivavano dai materiali e non dalla stampante (cosa alla quale all’inizio uno non pensa affatto, e magari incolpa la stampante che è innocente).”

“Presa una certa dimestichezza con macchina e software di slicing (Simplify3D, software professionale di sclicing di cui Sharebot è concessionario) abbiamo creato un sito, www.castalialab.com, al fine di iniziare a fornire un servizio di prototipazione rapida, forse un po’ azzardata come idea con una sola macchina, ma ci siamo detti che qualora gli ordini fossero aumentati avremmo comprato altre stampanti.
Il sito è ancora in fase di costruzione e abbiamo iniziato da poco una campagna Adwords con Google, è ancora presto per parlare di successo o fallimento.”

Progetti

“Personalmente non ho mai pensato di utilizzare un macchinario simile per la creazione di oggetti statici quali statuette e lampadari, se non per soddisfare le richieste dei clienti. Ho sempre provato una forte attrazione per tutto ciò che ha una natura meccanica: ingranaggi, carrelli, molle e anche prima di possedere una stampante 3D mi divertivo a creare piccole cose; ho sempre avuto una passione per le macchinette per tatuaggi, prima di crearne una con Rhinoceros di fatto ne avevo già costruite almeno una decina ottenendo risultati discreti, ma assolutamente variabili da macchinetta a macchinetta. Sicuramente i contro eclissavano i pro, da qui l’idea di crearne una grazie alla NG.”

“Il modello per la quale mi avete contattato è l’ultimo dei tre che ho progettato, ed è quindi sicuramente il migliore: ha una presa RCA (compatibile con qualsiasi alimentatore per macchinette), utilizza lo stesso albero sia come guida per l’ago sia per il sistema di oscillazione, monta i gommini standard che garantiscono la buona battuta dell’ago, è compatibile coi “grip” e gli aghi usa-e-getta sterili venduti in italia, si stampa velocemente (non ricordo esattamente ma sicuramente meno di 5 ore). Detto ciò, di fatto richiede ancora delle migliorie per poter essere considerato uno strumento professionale: motore, miglior gestione della battuta dell oscillatore, sistema per assemblarla senza l’utilizzo di colla epossidica.”

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