Abbiamo intervistato Daniele Fumagalli, giovane designer brianzolo che, utilizzando Sharebot NG, ha realizzato il prototipo su larga scala (2 metri di lunghezza per 1 metro d’altezza) dello scheletro di un Tirannosaurus Rex. Un progetto lungo, articolato e complesso che ha richiesto oltre 400 ore di lavoro per ideare, stampare, assemblare e post-lavorare tutte le 135 componenti (42 impiattate di stampa). Per approfondire il lavoro svolto da Daniele è possibile qui di seguito scaricare tutti i file .stl che compongono il modello. Lasciamogli la parola per farci raccontare tutti i segreti di questo progetto.

File .stl del Tirannosaurus Rex

 

Il progetto

“Mi chiamo Daniele Fumagalli, designer di 24 anni laureato all’Accademia di Belle Arti di Milano. Per un mio sfizio personale, mi piace progettare e realizzare stampe di grandi dimensioni, ho deciso di progettare un T-Rex dalle dimensioni di due metri per un metro, utilizzando la stampante 3D professionale Sharebot NG.

Spesso si pensa che con la stampa 3D si possono realizzare solo oggetti di dimensioni relative: così, un po’ per sfida, ho iniziato a lavorare al progetto T-Rex con l’obiettivo di dimostrare che in realtà, con un po’ di ingegno e fantasia, è possibile realizzare prototipi e modelli di formato sensibilmente più grande.

trex2

Attraverso il software Rhinoceros, ho dovuto convertire l’oggetto mesh in oggetto polisuperficie, integrando il file originario con le parti mancanti e adattando quelle preesistenti in funzione della stampa 3D. Ne ho ricavato un pezzo solido unico e ho scalato le dimensioni fino ad ottenere i parametri che avevo stabilito: due metri per un metro.

Per evitare l’utilizzo di qualsiasi tipo di supporto (eccezion fatta per un dettaglio degli arti superiori del T-Rex) ed eliminare così ogni problematica derivante dalla necessità di staccare da esso l’oggetto stampato, ho poi sezionato i singoli pezzi: sono partito dalla testa, che ho suddiviso in undici parti, e ho poi effettuato la stessa operazione con le gambe, il corpo, il collo e la coda.

Utilizzando il software di stampa Simplify, ho realizzato in tutto ben 42 stampe, per un totale di 135 pezzi ottenuti. Il riempimento è stato al 15% e il materiale che ho scelto, dopo aver considerato la velocità di stampa da impostare, è stato il PLA estruso a 220°. Ho riscaldato il piano di stampa a 60° e l’ho spruzzato con lo spray fissante al fine di ottenere una buona aderenza del materiale.

La principale criticità che ho incontrato nel processo di stampa è stata la scarsa fattibilità di realizzazione dei legamenti del T-Rex in quanto le pareti dell’involucro che li avvolgeva, particolarmente sottili, tendevano a rompersi o, comunque, non presentavano la mobilità che mi aspettavo.

Nella stampa in 3D del T-Rex ho utilizzato bobine di diversi colori, stuccando in un secondo momento alcuni particolari e ricoprendo il modello finito (assemblato facilmente con della comune colla) con quattro mani di vernice bianca acrilica. Come tocco finale, ho scelto di colorare il dinosauro con una miscela di caffè, ottenendo così un effetto vintage.

1 commento
  1. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    Ciao, prima di tutto complimenti per il fantastico lavoro, mi chiamo Giuseppe e finalmente… Ho stampato il T-REX!!
    Nonostante però alcune parti siano semplici da installare, ho trovato difficoltà in latri punti. Non essendoci una guida all’assemblaggio non riesco a capire dove vanno posizionati quasi tutti i supporti (meno quelli a terra ovviamente).
    Alcuni di questi servono a collegare le gambe al corpo? Questa è la mia difficoltà maggiore. Chiedo quindi cortesemente
    se fosse possibile avere una guida al montaggio. Ancora tantissimi complimenti per tutto. Gambarota Giuseppe.

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