Sharebot XXL è uno strumento professionale in grado realizzare forme e strutture complesse per il mondo dell'automotive

Matteo Limonta, progettista e designer fondatore di MADesign, ha raccontato la sua esperienza professionale con le stampanti 3D Sharebot applicate alla prototipazione rapida per l’automotive e non solo. Il giovane designer è solito stampare prototipi di pezzi che verranno successivamente realizzati in lamiera o metalli vari.

Automotive

«Utilizzando la stampa 3D sono riuscito a risolvere due problematiche non indifferenti: il riempimento, per cui risulta spesso difficile avere pezzi sottili con superfici senza difetti e geometrie corrispondenti a quelle dei pezzi reali – ha spiegato Limonta – Secondo, ho ottimizzato la fase di post-finishing: porto qui l’esempio di un pezzo di 1,20 metri, frutto dell’assemblaggio di sei pezzi stampati con Sharebot XXL, stampante 3D professionale adatta a realizzare oggetti di grande formato. L’incollaggio, si sa, non è mai semplice, ma il risultato finale è stato molto soddisfacente».

Un altro esempio portato dal fondatore di MADesign è quello di un rinforzo, per cui la soluzione ideale risulta essere quella di «sezionare il pezzo e stamparlo utilizzando il minor supporto possibile per la presenza di spessori estremamente sottili».

Altri progetti

Limonta non lavora solo nel settore dell’automotive ma, proprio di recente, ha concluso un progetto dalle spiccate finalità sociali in collaborazione con il Comune di Milano: «Mi hanno chiesto di realizzare una piantina per persone cieche, una legenda in Brail – racconta Matteo -: si tratta di quattro tessere da 30×25, ideale per la stampa della XXL».

Altri progetti a cui ha lavorato Matteo Limonta riguardano la stampa in 3D di un ingranaggio per un’azienda che opera nel settore della tessitura: l’ingranaggio, ormai fuori commercio, è stato disegnato da Limonta, che lo ha poi stampato in Nylon Carbon, un filamento composto da nylon e carbonio dalle grandi proprietà tecniche e professionale. «Adesso questo ingranaggio gira in coppia con altri ingranaggi in metallo e fino ad oggi ha funzionato perfettamente», dichiara.

Prototipazione rapida

Matteo, che collabora occasionalmente con l’azienda del padre, fornitore di aziende automotive, la stampa 3D ha permesso di migliorare anche il rapporto con il cliente e il servizio che gli si può offrire: «Quando riceviamo un cliente, avere in azienda un modellino su cui mostrare le caratteristiche del futuro pezzo reale aiuta moltissimo, soprattutto se l’alternativa è quella di far visualizzare un disegno a computer».

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