Sharebot ha partecipato all'Italian Nordic Polymer Future con la propria stampante 3D professionale Sharebot SnowWhite, dedicata alla sviluppo di polimeri e polveri termoplastiche

Nelle giornate del 14 e 15 settembre 2017 Sharebot ha partecipato come contibutor tecnico al workshop Italian-Nordic Polymer Future tenutosi al Grand Hotel Duomo di Pisa, organizzato da prestigiosi organi nazionali ed internazionali come l’Associazione Italiana Macromolecole o l’European Polymer Federation.

Sharebot, oltre a condividere conoscenze e idee riguardo l’utilizzo di polimeri nel mondo della stampa 3D acquisite nel corso degli anni grazie allo sviluppo di Sharebot SnowWhite (la stampante a sinterizzazione laser CO2, presente durante la due giorni di lavori), ha partecipato a diverse ricerche di enti, centri di ricerca e università fornendo le proprie stampanti, utilizzate come tester; durante la conferenza sono state presentate alcuni pubblicazioni riguardanti queste ricerche in cui veniva illustrato il ruolo avuto dalle stampanti 3D Sharebot nella ricerca.

Principali ricerche presentate

Stampa 3D a filamento ed elastomeri

Il vincitore della Sessione Poster, Daniele Rigotti dell’Università di Trento, ha presentato la sua ricerca “Multifunctional Materials for 3D printed customizable footwear” mostrando come sia possibile ottenere attraverso la stampa 3D con tecnologia FFF (Fused Filament Fabrication) e Sharebot NG, suole di scarpe sportive personalizzate sul piede dell’atleta, progettate per avere portanza differenziata nelle diverse zone del piede.

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Nel caso specifico, particolare interesse ha destato il materiale utilizzato da Rigotti: una miscela di TPU e particelle micrometriche di paraffina capace di rilasciare calore quando la scarpa viene portata a temperature inferiori allo zero, pensata per l’utilizzo nell’ambito degli sport invernali.

Stampa 3D con resine fotosensibili

Aude-Héloïse Bonardi dell’Istituto di Scienze dei Materiali di Mulhouse grazie a Sharebot Voyager-2 ha condotto una ricerca relativa ai fotoiniziatori nelle resine fotosensibili intitolata “New photosensitive resins @405nm applications to 3D printing”, nella quale ha dapprima riassunto lo stato dell’arte sulle resine commercialmente disponibili, necessario per effettuare degli esempi su come i sistemi chimici che regolano le reazioni di polimerizzazione possano essere migliorati per avere stampe ancora più veloci e precise.

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Sempre parlando di resine, una delle ricerche più interessanti tra le presentate è del Professor Massimo Messoni: riguarda la generazione in-situ di nanoparticelle d’argento all’interno di resine commerciali, possibile grazie ad una reazione di foto-riduzione condotta sulle macroparticelle d’argento dalla stessa luce UV che provoca la polimerizzazione del sistema meta-acrilato.

Particolarmente degna di nota è la ricerca del Professor Niels B. Larsen (Technical University of Denmark) relativa alla stampa di microambienti 3D che possano replicare ambienti biologici capaci di sviluppare colture cellulari in-vivo tramite resine acquose a base di hydrogel e polimerizzazione radicalica controllata.

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