Debora Crescia è una ragazza che aveva un’idea. Voleva riuscire a realizzare una pochette stampandola interamente in 3D. Un’idea non convenzionale, difficile, ma anche incredibilmente affascinante. Un progetto che grazie a questa tecnologia ha potuto prendere forma e trovare compimento. Debora ha portato la sua idea ai ragazzi dello store 3DiTALY di Pescara che senza esitazioni le hanno offerto tutta la loro competenza e la loro esperienza e si sono cimentati con passione in questa piccola impresa che serve, per l’ennesima volta, a dimostrare il potenziale che la stampa 3D possiede e che può essere messo al servizio di chiunque abbia l’idea giusta.

Abbiamo intervistato Debora per farci raccontare in prima persona la sua esperienza con la stampa 3D ed in particolare con Sharebot NG, lo strumento che ha permesso di mettere in pratica la sua idea e la sua creatività.

 

Ciao Debora. Prima di tutto complimenti: è sempre un piacere parlare e confrontarci con chi si getta con tanto entusiasmo nel mondo della stampa 3D. Parlaci del tuo progetto, la GumPochette: come ti è venuta questa idea e in che modo hai deciso di realizzarla.
Ciao ragazzi. La GumChette è un progetto, una volontà che nasce dalla mia passione per gli accessori moda e tutto ciò che riguarda l’artigianalità, la manifattura e la personalizzazione degli stessi. La caratteristica che ricerco sempre, anche negli acquisti quotidiani, è la particolarità, sia essa nei materiali, nella forma o nel loro assemblaggio. Da qui l’idea di creare un accessorio che fosse caratterizzato da queste peculiarità e che quindi potesse essere unico tramite un nuovo artigianato di tipo digitale. Esposta la mia idea allo staff del 3DiTALY Store Pescara. Dopo avermi fatto conoscere tutti i materiali per le stampanti 3D, è nata la sfida di realizzare la Gumchette unendo la gomma ed il pla; anche grazie al loro interessamento ho deciso di usare una tecnica che mettesse in contrasto forme e colori. La tracolla è composta uncamente da materia prima, costituita dal filamento di Ninja flex (un filamento gommoso comparabile al TPU: quindi un poliuretano la cui sigla è TPE. ndr) che attraverso la stampante 3d Sharebot NG da vita alle sue forme. Le pietre sono pensate come elemento di spicco, dal taglio netto e acuto, in contrasto con la malleabilità della gomma. Il tutto assemblato per creare un piccolo e sfizioso contenitore. Un prodotto di artigianato, ma digitale, nel pieno spirito della digital fabrication.

 

Perchè hai scelto la stampa 3D per realizzare un oggetto di questo genere ? Avevi già sperimentato la tecnologia di stampa 3D?
L’idea di usare la stampa 3D come mezzo per realizzare la GumChette nasce quando qui a Pescara apre il primo Store in social franchising di stampa 3D in Europa: 3DiTALY. Prima di allora non conoscevo questa tecnologia. Quando sono riuscita a toccare con mano le loro realizzazioni ho capito quanto queste stampanti possano offrire ad ogni mente creativa.

 

Come ti sei trovata a lavorare con Sharebot NG? Che tipo di difficoltà hai incontrato e come le hai superate?
Sono stata indirizzata ad usare le vostre stampanti dallo staff del 3DiTALY Store, che mi hanno indicato la Sharebot NG, presentandomela come la stampante 3D italiana capace di poter realizzare un prodotto così “audace”. I ragazzi di Pescara hanno accolto senza troppe riflessioni la mia sfida di creare e quindi stampare la gomma in questo modo.Il percorso per la realizzazione materiale della stampa non è stato rapido: stampare il Ninja Flex non è così rapido e senza intoppi come i più comuni PLA o ABS. Ma grazie all’abilità ed alla professionalità dello staff, dopo svariate prove e ore di progettazione e modifica di settaggi per la stampa, siamo riusciti a confezionare questo pezzo unico: il loro aiuto e la loro disponibilità sono stati fondamentali.

 

Secondo la tua esperienza in quali direzioni potrà evolversi questa tecnologia?
Il fascino di questa tecnologia è che abbraccia ogni ambito professionale,e accoglie ogni idea , anche la più semplice, facendola diventare concretamente un progetto. Quando ho iniziato a lavorare con lo store è nata in me la curiosità di capire fin dove possa arrivare questa tecnologia ed ho scoperto che pian piano sta prendendo piede verso ogni direzione, dal campo medico, a quello architettonico. Nella moda, credo che presto possa affiancarsi attivamente anche nel campo sartoriale.

 

L’idea giusta e i mezzi per metterla il atto. Sono questi i fattori fondamentali della digital fabrication che Debora ha messo in pratica come una vera artigiana digitale, cuore pulsante della nuova rivoluzione industriale che stiamo vivendo anche grazie alla stampa 3D.

Se anche voi avete realizzato dei progetti che volete far conoscere, scrivete a social@sharebot.it.

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