“ALAser” è il progetto di Andrea Giovenzana, di una vela rigida divisa in quattro pannelli autoreggenti. Per poter “mettere in acqua” un’imbarcazione con questa nuova vela si è rivelato fondamentale l’utilizzo dei sistemi di manifattura additiva con le stampanti 3D Sharebot. Come?

Una bella storia tra sport e tecnologia

Da una conversazione apparentemente come tante altre, fatta la sera dopo il rientro da una appagante veleggiata (sono un velista convinto), è nata un’idea intrigante su come innovare e sperimentare nuove vele, ad esempio una vela rigida per il Laser (imbarcazione a deriva singola, diffusissima). Quell’idea un po’ pazza nel corso dei mesi si è trasformata in qualcosa di un concreto. Di mattina presto con il vento leggero e non senza difficoltà, abbiamo armato il laser “AGone” con il prototipo versione 1.0 del progetto “ALAser”, una vela rigida divisa in quattro pannelli autoregolanti e abbiamo iniziato i primi test tecnici.

Quando si testa qualcosa di nuovo ed inconsueto non c’è nessuna ambizione di stabilire nuovi record ma solo la voglia di mettersi in gioco e poter “toccare con mano” le tante teorie che aleggiano su questo tipo di vele, ancora poco conosciute. La soddisfazione di vedere queste supposizioni confermate è impagabile! Dopo qualche titubanza ALAser ha iniziato a esprimere le sue potenzialità facendo camminare la barca oltre ogni aspettativa. Man mano che il vento rinforzava la vela si comportava meglio e sebbene non raggiungesse le performances del Laser radial, in acqua per i necessari confronti, non ha deluso i progettisti, i costruttori e il grande pubblico riunitosi per l’occasione. Si è trattato solo di un primo tentativo: la versione 2.0 arriverà presto ma i buoni risultati riscontrati e la resistenza dei materiali utilizzati lasciano ben sperare per il futuro.

 

Additive manufacturing e stampa 3D

Tanti disegni, tanti ragionamenti, tanti esperimenti e infine il risultato. Materiali poveri che però hanno dimostrato di assolvere benissimo al compito assegnato. Fondamentale per tutto il progetto è stata la possibilità di progettare e stampare in 3D tutti gli accessori indispensabili alla connessione dei vari elementi del pannello.

Innanzi tutto l’elemento più importante che permettesse di utilizzare l’albero del laser come elemento di sostegno di tutta l’ala. I connettori disegnati sulle differenti misure alle varie altezze dovevano permettere di collegare le centine all’albero, dandogli però la necessaria libertà di rotazione e contemporaneamente di mantenere la necessaria rigidità. Poi i supporti di collegamento della struttura tubolare che dovevano essere a geometria variata per consentire da un lato la giusta inclinazione del telaio e dall’altra la possibilità di auto-svergolamento dell’ala. Infine i bottoni di fissaggio del pannello in polipropilene che doveva essere tenuto fermamente attaccato alle centine. Anche la scelta del materiale da utilizzare è stata ampiamente discussa, fino alla scelta definitiva in ABS, per preservare la qualità dei manufatti anche all’inevitabile contatto con l’acqua.

 

Impressioni di chi lo ha provato

“Un risultato sorprendente che supera le aspettative, soprattutto per quel che riguarda la facilità di conduzione anche ben oltre i 10 nodi di reale. Alcuni problemi di instabilità rilevati nelle virate di prua, mentre le temibili abbattute sono addirittura alla portata di neofita, senza il boma che può accarezzarvi la testa.” (Maurizio).

“I calcoli strutturali si sono dimostrati corretti, il collaudo sino a oltre i 10 nodi ha mostrato notevole rigidità e resistenza, validando le prove in laboratorio svolte sui vari materiali tecnologici utilizzati per scongiurare il temuto buckling dei leggerissimi pannelli . Da un punto di vista aerodinamico, la versione 1.0 presentava sin dalle prime bozze di progetto una critica posizione del Cv, cosa verificata poi in acqua, segno che anche i calcoli CFD possono essere considerati corretti. Sorpresa positiva per l’ingegnosa soluzione per lo svergolamento della tip alare, sicuramente da riportare sulla versione 2.0.” (Davide)

 

Specifiche tecniche segretissime

  • Ala rigida alta 4 mt formata da 4 pannelli indipendenti autoregolanti
  • Misure pannello h:1000 mm l:1115 mm
  • Peso pannello: 1720 gr
  • Profilo NACA08
  • Struttura pannello formata da 3 centine in polistirolo ad alta densità con telaio in tubi plastici a sezione crescente
  • Centina bassa primo pannello laminata in fibra
  • Rivestimento in polipropilene doppio strato
  • Sistema aggancio di precisione all’albero e raccordo in ABS progettata e stampata in 3D con SHAREBOT NG
  • Sistema di fissaggio rivestimento a ritenuta meccanica e colla poliuretanica

L’impegno è stato grande, il materiale usato e il tempo impiegato molto, ma la soddisfazione per questo bel risultato ci ha ripagato di tanta fatica e soprattutto, un’altra sfida è vinta

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.