Sharebot e IUAV, Università di Architettura di Venezia, sono liete di presentare la loro collaborazione in vista dell’imminente mostra “Africa. Big Change Big Chance” organizzata da Triennale di Milano dal 15 Ottobre al 28 Dicembre.

La mostra
Il “contesto planetario” sta cambiando a causa della scarsità di risorse fossili, ormai in accertato esaurimento, della pressione antropica, oggi dotata di una immensa potenzialità tecnica, della situazione demografica, in impetuoso aumento, dell’incremento dell’urbanizzazione, della globalizzazione dell’economia ed anche del pensiero.Occuparsi dell’Africa dal punto di vista dell’architettura, intesa nel suo senso più ampio, significa occuparsi di un luogo in cui stanno sviluppandosi alcuni dei fenomeni più interessanti, complessi ed anche inquietanti di questi ultimi anni.
La mostra “AFRICA Big Change Big Chance” vuole rendere palesi le dinamiche delle grandi trasformazioni in corso in Africa.
Il cambiamento –Change– riguarda in particolare i fenomeni di concentrazione urbana. Nel 2030 anche le regioni che oggi hanno il minor tasso di urbanizzazione saranno a maggioranza con una popolazione residente nella città. Nel 2030 la popolazione urbana dell’Africa, 748 milioni, supererà popolazione complessiva dell’Europa, 685 milioni.
La possibilità –Chance– è impersonata dai protagonisti della scena dell’architettura in Africa dal dopoguerra, dal modernismo tropicale, ad oggi. Sono gli interpreti di una progettualità impegnata nella proposizione di una nuova modernità, il cui interesse travalica le ragioni specifiche, estetiche e tecniche, e fa riflettere attorno a problemi più generali, di assetto complessivo delle città e delle modalità di intervento.

La sfida che abbiamo davanti in Africa riguarda il controllo dei grandi numeri, di persone, di pressione dell’urbanizzazione, e la possibilità legata al controllo della grande dimensione, sia questa urbana sia territoriale.
La mostra si svilupperà attraverso alcune sezioni che riguarderanno lo sviluppo urbano in atto in Africa attraverso la presentazione di ricerche riguardanti i casi più eclatanti, Lagos, Maputo, Nairobi, Cairo ecc.
Saranno illustrate anche le grandi trasformazioni territoriali con i relativi progetti, di scala continentale e globale, che riguardano lo sfruttamento delle acque, la produzione di energia, l’arresto della desertificazione, con le nuove infrastrutture e i nuovi attori che si muovono in questo scenario. (Benno Albrecht)

La partnership
In questo contesto si inserisce la partnership tra Sharebot, azienda leader in Italia nella produzione di stampanti 3D, e IUAV: punto focale della collaborazione è stato quello di trovare in che modo una tecnologia all’avanguardia come la stampa 3D potesse essere usata per migliorare lo studio dell’architettura.
Queste due realtà, collaborando con l’organizzazione di Triennale di Milano, hanno realizzato dei plastici e dei modelli (tutti interamente stampati in tre dimensioni) con il preciso scopo di studiare la fattibilità e le possibilità di attuazione che queste strutture potessero avere nel contesto africano.

Perchè la stampa 3D
Le potenzialità della stampa 3D sono state fondamentali per concludere positivamente il progetto.
Innanzitutto è da notare come la stampa 3D permetta di abbassare drasticamente i tempi per creare dei modelli architettonici: usando dei metodi “tradizionali” ogni singola parte di un plastico va realizzata manualmente; al contrario stampando questi oggetti è sufficiente avere il proprio file .stl per avviare la stampa. Ciò consente di poter studiare il modello prima di stamparlo e, nel caso ci sia bisogno di effettuare delle correzioni, basterà correggere il file originiario e riavviare un’altra stampa. Il risparmio di tempo è notevole: in poche ore si avrà un pezzo stampato con grande qualità e definizione avendo già effettuato i dovuti accorgimenti per rendere il plastico stabile e “fattibile”.

Grazie ai notevoli progressi che la stampa 3D ha fatto e sta facendo (come ogni nuova tecnologia è in continua evoluzione ed ogni giorno vengono valicati quei limiti precedentemente ritenuti “definitivi”) è possibile effettuare gli studi di fattibilità non solo sulle parti esterni ma, soprattutto, sulle strutture interne di un edificio anche su piccole dimensioni: ogni elemento architettonico presente all’interno di un edificio è stato ottenuto mediante l’applicazione di questa procedimento.

Come è stato accennato, tutto quello che verrà esposto presso la mostra è stato realizzato con una stampante 3D grazie alla collaborazione di Sharebot con l’Università di Architettura di Venezia: solamente unendo i mezzi e gli studi di settore dell’una con la conoscenza e le capacità dell’altro si è potuto ottenere un risultato che mira a rendere più semplice la vita di milioni di persone.

Chi
IUAV è un’università di piccole dimensioni, interamente dedicata al progetto. Nato nel 1926 come Istituto Universitario di Architettura di Venezia, a partire dal 2001 l’ateneo è diventato Università Iuav di Venezia e ha affiancato, alla storica Architettura, le facoltà di Pianificazione del territorio e di Design e arti. L’Università Iuav di Venezia è oggi un luogo di insegnamento, alta formazione e ricerca nel campo della progettazione di spazi e ambienti abitati dall’uomo: edifici, città, paesaggi, territorio; ma anche nella progettazione di oggetti d’uso quotidiano, eventi culturali, teatrali, multimediali e grafica.
Ringraziamo inoltre per la loro collaborazione un altro gruppo di attori fondamentali per la stampa 3D: i FabLab (Fabrication Laboratory). Questi luoghi, e le persone che li animano, sono il cuore pulsante dello sviluppo creativo di cui la stampa 3D è solo una piccola parte. Senza di loro verrebbero a mancare dei centri di condivisione tecnologica e culturale decisivi per la nuova rivoluzione industriale che la Digital Fabrication porta con sé.
Al progetto hanno infatti partecipato, e ne sono stati decisivi per la buona riuscita: The FabLab Make in Milano, FabLab Milano, FabLab Ivrea, MakeinBo, FabLab Settimo Torinese, Civitas Vitae TalentLab Padua, FabLab Verona, Spazio Yatta, FabLab Aosta, FabLab Bergamo e FabLab Biella.
Un ringraziamento va anche a due realtà importanti nel mondo della stampa 3D e della prototipazione rapida il cui aiuto è stato prezioso: 3dItaly e MADesign.

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